Serena Giust

Digital wordsmith, driven by data.

Erasmus Day # 57: Las Fallas!

Finalmente questa festa è finita!
No sto scherzando mi sono divertita molto e finalmente l’ho vista davvero, questa splendida manifestazione, certo è che abituarsi ai ritmi di festa degli spagnoli non è facile…

 E’ passato ormai un mese dalla prima volta che sono stata a Valencia solo per passarci la nottata, si parte da Gandia Playa con l’ultimo treno delle 21:30 e si torna con il primo delle 06:00 (quel che succede in mezzo è mistero…), bene era fine febbraio ed era “ufficiosamente” iniziata Las Fallas.
In pratica fuochi d’artificio a tutte le ore, gli spettacoli più grandi alle 14 e alle 24. Ma dei fuochi strani come mai li avevo visti, non sono giochi di luci, sono bombardamenti! I botti più assordanti mai sentiti misti a fumi, tant’è che dopo pochi secondi lo scenario appare quello di una guerra, mette i brividi… Quando tutto finisce e torna la pace scoppia un grande applauso e l’euforia della gente… Adrenalina a mille.

Ogni Falla, ovvero una sorta di contrada, prepara quello che noi definiremmo un carro mascherato, pronto ad essere giudicato e bruciato durante la “Cremà”, l’ultimo giorno.
Non è una festa solo di Valencia città, ma di tutta la comunità, tant’è che anche a Gandia è molto sentita. Spesso i festeggiamenti qui durano tutta la notte e quand’è ora di andare a dormire non fai tempo a rilassarti che BUM! alle 8:00 di mattina ripartono con fuochi d’artificio, sfilate in abiti tipici, tamburi, banda e chi più ne ha, più ne metta.

 

Sono instancabili gli spagnoli!
Ovviamente, scuole chiuse per il periodo. Ed io sono qui, oggi, nel mio ultimo giorno di ferie per Las Fallas a sorseggiare un caffè in terrazzo meditando se andare a correre o in spiaggia…
se tutto questo è un sogno…non svegliatemi!

FREE HUGS

Nasce a Sidney, quasi 10 anni fa, ed è il fenomeno del “Free Hugs”, abbracci gratis.
Come spesso accade, grazie alla rete trova un forte consenso e si diffonde in maniera virale in tutto il mondo; si susseguono video su youtube e manifestazioni simili. Viene pure indetta la giornata dedicata ad esso, il sabato successivo al 30 giugno.

“Nessuno è troppo grande per un abbraccio. Tutti vogliono un abbraccio. Tutti hanno bisogno di un abbraccio…”

Ero indecisa se andarci o no, l’evento era programmato per le 17 e alle 16:30 ero ancora in pigiama sul divano. L’idea mi sembrava divertente… ma ero davvero disposta ad abbracciare decine di sconosciuto? Spesso fatico ad abbracciare chi amo…


Lascio perdere le incertezze e mi butto, mi sono ripromessa di fare di tutto e di più! Indosso la tuta, due gocce di profumo e via…
Noi sempre in ritardo raggiungiamo il gruppo quando il “lavoraccio” iniziale di preparare i cartelloni è fatto, e cominciamo subito la passeggiata.
E’ sabato pomeriggio, ci sono più di venti gradi e si comincia a percepire profumo d’estate a Gandia. Si alzano le serrande di molti negozi e ristoranti finora chiusi, molta più gente a passeggio, in bici o col cane, gente in spiaggia a rilassarsi o seduta nella terrazza del bar. Tutte papabili prende.


Cominciamo a destare sguardi sospetti, le persone iniziano a scrutarci. Ma quando sfoggio il sorriso e allargo le braccia i lineamenti del viso spesso rugoso dei molti anziani al lungomare si addolcisce e accompagna un “porqueno…”


Ricevo molte belle parole e abbracci  sinceri. Piano piano mi sciolgo io con loro e scopro il gusto di un gesto troppo spesso negato…

Erasmus Day #37 Bday

Guardare un film in streaming, quando è quasi mezzanotte, e tu sei sveglia solo da poche ore.
Scrivere mentre scorrono i titoli di coda, perché parte la musica di sottofondo che fa pensare.
Ed è stato un weekend strano, importante; è passato il mio 23esimo compleanno, immerso e vissuto in un contesto diverso. Mi sono svegliata venerdì nel primo giorno di debolezza dopo più di un mese qui: tutti quei messaggi, video, foto… tutte le persone a cui vuoi bene… lontane. Gli abbracci e i baci, la cena con la famiglia, la festa con gli amici… pensavo a quanto è noiosa la routine ma quanto poi ti possa mancare in occasioni come queste.

Poi ti alzi e decidi di reagire. Organizzi una festa, la pubblichi nel gruppo facebook e ti chiedi chi verrà. Intanto vai a fare la spesa, patatine e cocacola, vodka e ingredienti per fare il dolce, birra, tovaglioli e salviette. Ci siamo. Vado all’appartamento delle mie nuove amiche, le ho conosciute qui sono Serena e Angelica, mi “affittano” la stanza perché il mio non è un party flat.

Vado a prendere il Kebab per cena, anzi tre. E’ proprio come quello di casa mia, mi chiedo perchè non sia lo stesso anche con le pizze. Entro e mi aspetta un mega cartellone con scritto FELIZ CUMPLE e un altro con MI CASA ES TU CASA… che dire di più? E’ strano perché ci si conosce da poco, eppure sembra una vita. Viviamo tutti 70 sempre insieme non c’è giorno che non ci si veda, per i corridoi dell’università o a qualche festino improvvisato. Uno dopo l’altro suonano il campanello mentre in cucina si tenta di spaccare blocchi di ghiaccio col martello e si inventano drink come GinTonic arancia&cannella. C’è chi mi porta una bottiglia di vino e chi dei dolci tipici del proprio paese, e le ragazze mi hanno regalato la Moka, (dio quanto la volevo…) si passa dalla musica commerciale al latino e si scatenano le danze.
Esco in terrazza, e dall’ottavo piano di Las Alondras Gandia sembra Miami, con questo mega stradone i palazzi e le luci; con il mare di fronte ed il vento che non si ferma mai. Guardo dentro e li vedo tutti lì felici, un gruppo di sconosciuti diventato una seconda famiglia.

Si esce per bere l’ultimo, si balla, esce la torta si gioca e me la ritrovo in faccia…non manca più niente a questa festa!
All’alba cammino sola verso casa, io abito verso il porto, gli altri quasi tutti un po’ prima, così mi ritrovo sempre sola, a percorrere gli ultimi metri. Ma non ho paura, mai… non so perché. Qui la gente sorride quando la incroci per strada, o forse è la mia visione delle cose che cambia in base al mio stato d’animo?

Dormo poco, dicono sia normale in Erasmus. Mi alzo verso le 10:30 quindi direi che ho dormito 4 ore, e sono pronta per pulire l’appartamento.
Prepariamo una pasta al pomodoro e usciamo. Direzione centro commerciale, meta Shopping. Ci aspetta una nottata a Valencia e cerchiamo l’abito giusto. Ne troviamo più di uno e optiamo per comprare tutto. Come sempre siamo in ritardo, un salto al Carrefour per comprare il necessario per preparare il bottellon, patatine da mangiare in autobus e via.

Valencia è già piena di gente. Sta per cominciare il periodo di festa, las Fallas, e l’atmosfera è surreale. La gente vaga spensierata e allegra ogni tanto mi chiedo perché in Spagna la crisi la vivano così bene o se è solo una mia impressione. Happymeal al macdonald tutti insieme e la commessa ci avvisa di uno spettacolo di fuochi d’artificio in piazza, così ci precipitiamo. Parte tranquillo e finisce con una vera e propria esplosione, siamo elettrizzati. Ridendo e scherzando prendiamo il metro in direzione sbagliata, ci perdiamo, chiediamo informazioni, cerchiamo un taxi, arriviamo su un parco, cerchiamo la discoteca e proviamo a stare tranquilli in coda ma è dura, qualcuno si fa buttare fuori e rientra ore dopo. Balliamo e il tempo vola…
Qui le feste sono infinite, eppure il treno ci aspetta ed è ora di tornare a Gandia. Quando mi risveglio sono le 18 e ho molti messaggi a cui rispondere.

Sono passate poche ore e sono ancora qui, a letto, rifletto sul weekend, sulla settimana, sul mese e devo dire che l’attimo di debolezza è passato. Sono forte e felici di tutto quello che succede qui. Ora ho una moka e ho dei nuovi amici.

“Camminare da solo è possibile,
però il buon viaggiatore sa che il gran viaggio,
quello della vita,
richiede compagni”

Love you all,

Serena.