Serena Giust

Digital wordsmith, driven by data.

#tourdelblogger un concentrato d’amore per Bari

E’ una di quelle apparentemente timide, che le incontri per caso un pomeriggio e parlano sottovoce, senza svelarsi troppo. Devi avvicinarti piano, e studiarla per bene. Ha uno stile semplice senza troppi fronzoli, ma nasconde un carattere forte nell’anima. Sono i dettagli a renderla unica. Ama la sua terra, i suoi prodotti, la cucina e le tradizioni. Ama soprattutto la sua gente, che condivide con lei ogni momento. Di sera si lascia andare e scatena il suo lato più vivo. Custodisce gelosa segreti che affida solo alle persone  che ritiene meritevoli.

Lei è Bari.

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L’ho incontrata ieri, anche se solo per poche ore. Me l’hanno presentata tre amici che la conoscono da una vita, e che parlano di Lei sempre con tanto amore: Raffaele, Roberta ed Ezio. Ho scoperto tanti aneddoti della sua storia,  dettagli che non avrei visto se non attraverso gli occhi di chi la conosce davvero.

Raffaele sa tutto di Lei e non smetterebbe mai di raccontarla, è innamorato e lo si legge negli occhi.

Roberta è senza dubbio la sua migliore amica, si intendono alla perfezione, è disinvolta e sorridente,  condivide con lei tutto.

Ezio sta per trasferirsi e sa già che le mancherà moltissimo, ha lo sguardo rammaricato ma ha già comprato il biglietto per tornare a trovarla prima ancora di decidere quando partire.

Mi hanno accompagnato nelle vie che l’hanno cresciuta, tra le grandi famiglie sedute a pranzo e le anziane davanti alla porta che guardano i turisti. Mi hanno raccontato di archi che hanno unito grandi amori, e colonne che hanno sorretto atroci sofferenze.

Avrebbe voluto che restassi per cena Bari, ma l’aereo mi stava aspettando. Voleva portarmi a vedere come si preparano le orecchiette, a sentire il profumo delle focacce appena sfornate e dei panzerotti migliori che abbia mai assaggiato.

Ha scelto di concedersi poco, mi ha promesso tante cose per quando tornerò a trovarla e forse è stato meglio così: l’attesa aumenta il desiderio. Muoio dalla voglia di scoprirla… e lo farò presto.

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Grazie allo staff di @InsidePuglia : 

Questo è il mio #sognotrentino, non svegliatemi.

Ci sono sogni che portiamo avanti tutta la vita, ed altri che capitano per caso. Come in una calda giornata estiva, soffocata dal caos cittadino e dal traffico. Quando le giornate scorrono veloci come la timeline di Twitter e leggi persone parlare di un #sognotrentino.
Che sarà mai? La parola mi piace. La testa inizia a macinare pensieri e ricordi, per un attimo rivedo quelle grandi distese verdi dove passeggiavo da bambina, la cioccolata calda che mi aspettava al rifugio, le camere decorate in legno coi piumini bianchi e soffici che sembran nuvole. Sogno ad occhi aperti finché la realtà non mi suona il clacson e continuo la mia giornata.
Quando pochi giorni dopo mi arriva la mail di invito a partecipare a questo #sognotrentino in occasione del #bloggerWEmoena, scappa un sorriso: c’ero già dentro prima ancora che me lo chiedessero.

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Scopro allora che sognare sola è bello, ma farlo insieme lo è di più. L’attesa aumenta, proporzionale al desiderio, e immaginiamo scenari, incontri e luoghi. Cominciamo a conoscerci a creare rete di amicizie prima ancora di vederci.
Credo che mondo si divida essenzialmente in due: chi i sogni li fa, e chi li vive.
Nella prima categoria rientrano coloro i quali i sogni li rinchiudono nel cassetto, e lo riaprono di tanto in tanto, per evadere dalla realtà. Vivono di sogni ma si arrendono alla realtà.
Ci sono invece persone che non hanno smesso di credere alle proprie passioni, di inseguire quel sogno perché sono convinti sia realizzabile. Il sogno è una meta e loro vivono in viaggio, con lo stimolo che ti slancia a migliorare te stesso e la tua vita.

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E’ questo che più di tutto mi ha colpita in questo mio #BloggerWEmoena, sono le persone. Sono i sorrisi e gli occhi che brillano, la voglia di vivere e sognare.
Non si parla di crisi, si parla di come migliorare. Non c’è una corsa a chi trova per primo la strada migliore, c’è un prendersi per mano e camminare insieme. Credo fossi la più piccola nel gruppo e forse la meno esperta, ma nessuno se n’è preoccupato. Mi hanno accolta a braccia aperte e mi hanno resa parte di questo loro sogno.

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La città che ci ha ospitati, Moena, è tanto piccola quanto ricca: di attività da svolgere e scorci da fotografare, di persone accoglienti e innamorate del luogo in cui vivono.
Albergatori avanguardisti, un passo avanti a tutti nella cura del cliente e delle relazioni con il territorio e chi ci opera: Sono Matteo (organizzatore di questo #sognotrentino), Patrizio dell’Hotel Costabella (http://www.costabella.it ), Nicola Sicher di Pineta Hotel (http://www.pinetahotels.it ), Active Hotel Olympic (http://www.activehotelolympic.it) e molti altri come loro che stanno intravedendo una nuova possibilità e si stanno aprendo a nuovi canali di promozione.

Vi potrei raccontare un milione di dettagli, di come è bello visitare un pastificio prestigioso per una carb addict come me, oltretutto con un sito davvero originale (http://www.felicetti.it ). L’emozione di trovarsi faccia a faccia con l’autore delle formichine, Fabio Vettori, che hanno riempito per anni i miei banchi di scuola, e di avere ora un suo disegno personalizzato (http://www.fabiovettori.com ).

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Il fiato spezzato dalla fatica e dalla meraviglia di una salita in montagna, compensato poi da una cucina incredibile, com’è stato il pranzo in Baita Paradiso, un luogo davvero incantato in cui ho provato specialità uniche come il pane ai mirtilli o la zuppa di fieno. Vedere riuniti tanti produttori, insieme per un unico obiettivo, trasmettere a noi l’amore per la loro terra.

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Ultimo solo per ordine cronologico, uno dei momenti più intimi e toccanti del #bloggerWEmoena. Quando il termometro sfiora lo zero e con poche ore di sonno, un gruppo di persone trova la forza di alzarsi per salire insieme la montagna e aspettare l’alba colorare il cielo. Dal buio e gli occhi assonnati, accendere pian piano sfumature di rosa che raramente capita di vedere.

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Quando ad un “chi me l’ha fatto fare” segue un “questo voleva dire sognare”.
Coccolati dalla melodia dolce del cristallarmonio suonata da Gianfranco Grisi, ci stringiamo le mani e salutiamo felici, il sogno non finisce qui….

Open Day a Digital Accademia: immersa in HFARM per un giorno.

Rosso. Come la passione e l’amore, per il lavoro e per la vita. Rosso come il fuoco, calore ed energia.
E poi bianco, come la luce e la purezza, la speranza per il futuro. Il colore dei creativi.

Sono queste le tonalità del logo di Digital Accademia che spiccano dal verde della location in cui è inserita, il vivaio di HFARM.
Una tavolozza di colori tutta italiana (sarà un caso?) disegna un progetto ambizioso, che vuole formare nuovi professionisti nell’ambito del digitale immergendoli in un contesto creativo e motivazionale unico.

Digital Accademia

E’ lunedì mattina e sto guidando in direzione Roncade, Tenuta Ca’ Tron. Non so bene dove mi stia portando questa strada e perché, ma sento che è la via giusta.

Elena è il primo sorriso che mi conquista appena arrivata, anche se già lo aveva fatto per mail. Tra un tweet e l’altro lessi di questo Open Day alcuni mesi fa, e come sempre, mi candidai. Mi colpii subito la gentilezza, il mettersi alla pari con noi candidati, nessun tono altezzoso o formale, tutt’altro.

La sede è un’ex casa colonica dell’ottocento, 12 mila mq immersi nella campagna sono la prova che unire passato e tradizione con futuro e innovazione si può e si deve fare.
All’interno workroom, sale corsi e ristorante. Ci accolgono con una splendida colazione, e ci invitano a prendere posto per la presentazione del corso.

Digital Accademia

Il M.A.D.E.E. è il Masterlab in Digital Economics & Entrepreneurship, la prima scuola di formazione imprenditoriale d’eccellenza in ambito digitale in Italia.

Elena passa poi la parola a Giorgio, la mia “prova provata” che dalla immagini profilo di twitter non si capisce niente. Lo seguo già da un po’ nel social, ma non avevo colto il suo cognome dalla presentazione, attenta piuttosto al bel discorso introduttivo sulle differenze.
La differenza tra parole piene e parole vuote, l’importanza di riempire le parole; tra saper fare e far sapere; tra un percorso lineare ed uno articolato.

Segue l’intervento di Mara, di Banca Ifis (patner del progetto) un’altra grande donna di riferimento in questa giornata. Si descrive come persona che osa: volenterosa, curiosa e golosa. In pochi minuti ha saputo trasmettere l’anima del progetto a cui lavora, dalle parole e dalla luce dei suoi occhi si leggeva una passione ed un coinvolgimento non dettato dal ruolo che le spetta ma da un sogno personale diventato poi professione.

HFARM

Lasciamo Digital Accademia e ci spostiamo all’interno di HFARM per dare il via alle attività. Sale accoglienti in cui dividerci in gruppi e condividere la scrivania, per svolgere le varie prove della giornata: dalle domande personali all’Assesstment Narrativo, una storia splendidamente articolata per verificare le proprie competenze con quel pizzico di ironia ad ogni errore che faceva sorridere di tanto in tanto i presenti in sala. I miei complimenti a chi l’ha ideata!

A rendere la giornata perfetta è stato complice anche il meteo che contro ogni aspettativa ha regalato sole e brezza di fine estate, ottima per condividere un panino nel prato e conoscerci meglio durante il pranzo. Alcuni più timidi e riservati, altri già con una professione alle spalle e una sicurezza invidiabile.

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Nel pomeriggio ci viene affidato un Business Game, ovvero la presentazione sotto vari aspetti di una tra le startup da loro individuate, e a questo compito si alternano i vari colloqui personali.

HFARM

Dieci ore sono passate senza nemmeno accorgersene, e viene quasi malinconia a lasciarsi dietro le spalle quel cancello e rituffarsi nel caos cittadino.
Comunque vada l’esito ho avuto la possibilità di toccare con mano una realtà così apparentemente lontana e chiusa, invece così vicina e aperta. Ho conosciuto persone che resteranno punti di riferimento e avuto la conferma che c’è ancora posto in Italia per chi insegue i propri sogni e guarda con speranza al futuro.

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Grazie di cuore, Serena.