Serena Giust

Digital wordsmith, driven by data.

“Escabrosa? no non sono attrice porno.” Lezione di Personal Branding

“Ma perchè non Gioiosa? Espiritosa? cambia quel nome!” E’ sempre mia nonna, il mio primo giudice. Controlla quanta lacca ho nei capelli, quanti etti sono ingrassata e se la finisco di sperperare i miei soldi intorno al mondo. Se c’è una cosa che proprio non le va giù però, è il nomignolo che mi sono scelta: Escabrosa. Sì mia nonna è ipercritica, eppure non posso che avere a cuore le sue opinioni.

Nasce da questo dilemma, il mio primo approccio col Personal Branding. Ne parlava su Twitter questo personaggio dall’avatar un po’ vintage, Luigi Centenaro, il primo Personal Branding Strategist Italiano.

” Partendo dal Business Coaching e dal Personal Branding, tramite un approccio persuasivo e personale ad Internet, sviluppa strategie di Marketing ed innovativi modelli di business per manager, imprenditori, artisti e professionisti di rilievo.”

Dopo aver letto qua e là qualche articolo e seguito un suo seminario in streaming le coincidenze han voluto che me lo ritrovassi dietro la cattedra del MasterLab che sto frequentando. Ecco allora che ho iniziato a lavorarci sul serio, e vi spiego quali sono i passaggi chiave che ho imparato:

“Il tuo Personal Brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie”

Il brand nasce dal Positioning e si evolve con il Branding. Prima mi posiziono, riducendo all’essenziale le informazioni e differenziandomi. Non conta tanto quel che fate su di voi, ma come vi percepiscono gli altri.

“Si parte dalla propria personalità e unicità, dai propri punti di forza, per costruire una relazione duratura e a due vie con il proprio pubblico, capace di rafforzare e addirittura, molto spesso, migliorare il proprio Brand e attrarre nuove opportunità.”

  • Differenziarsi: com’è il contesto? Come il mercato percepisce la categoria?
  • Trova un punto di differenziazione, che crei un beneficio; mostra le credenziali e comunica la differenza.
  • Analizzare le opportunità, i trend del settore, studia i tuoi competitors.

I modi per fare la differenza:

  • Essere leggermente migliore rispetto alla propria cerchia. Se il campo dove giochi non è poi così affollato, fai comunque la differenza.
  • Focalizzazione: specializzarsi in un settore.
  • Heritage: puntare sull’affidabilità data dalla lunga durata.
  • Next generation: puntare sui settori più innovativi.
  • Essere il primo: crearsi una propria categoria, dargli un nome.
  • Anti-leader: andare contro la tendenza generale.
  • Supportare un’idea, un valore in cui credo fortemente.
  • “Quando entri in un flusso le cose avvengono, però ci devi entrare.

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Ecco allora che porto a casa la lezione più semplice e preziosa di tutte:

Se non ci credi TU in te stesso, non ci crederà mai nessuno.

Dopotutto, io sono fiduciosa e non so se il Nick me lo cambierò (ormai ci sono affezionata) ma volevo comunque dirvelo,

Grazie Luigi e Grazie Nonna.

Un Social Media Team Diffuso e…spontaneo.

Tra i tanti tweet oggi ce n’è stato uno che mi ha particolarmente coinvolto, perché parlava un po’ di me, anche se indirettamente.

Nel blog di Roberta Milano (http://www.robertamilano.com/ ) oggi si parla di Social Media Team Diffuso insieme a Rocco Rossitto:

Le risorse cui si allude non sono, in questo caso, paesaggistiche ma umane. Esistono persone con grandi competenze di scrittura o fotografia, conoscenze storiche e territoriali o, semplicemente, divertenti comunicatori su twitter e altri social. In comune hanno l’amore per la propria terra e per passione spesso la raccontano.”

Volevo cogliere l’occasione per raccontare e testimoniare un esempio sul tema di successo e che porto nel cuore, perché ne ho preso parte ed è lo staff di Bibione.com ( http://www.bibione.com/ )

Non è un insieme di pagine correlate, caratteri e immagini, software e protocolli bensì un sito fatto di persone che interagiscono tra loro: ognuna diversa dall’altra, con passioni, professioni e stili di vita differenti, ma uniti dall’amore per lo stesso luogo.

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Ma com’è potuto nascere, prima ancora che se ne parlasse in rete?

Io credo dalla semplicità e dall’umiltà di due persone, Nicola e Alessandro (http://www.time2marketing.com/) che si sono resi conto che non bastano le strategie di marketing a promuovere una destinazione, ma serve l’amore e la conoscenza del luogo stesso. Bisogna viverlo.

Ecco allora che nasce spontaneamente una rete di amicizie che collaborano insieme, e vivono nel luogo raccontandolo in prima persona e coinvolgendo chi c’è e chi ci passa.

Chi sono queste persone?

Gabriele del supermercato (sì proprio quello che trovi al banco salumi o che ti indica in che scaffale è lo zucchero), Vittorio e Maria dell’animazione (sì quelli che fanno spinning coi genitori e giocano con i figli), Luca che lavora in agenzia e affitta appartamenti, Elia giovane appassionato di fotografia e poi Anna, Mauro….io.

 Come lavoriamo?

In una maniera più semplice e spontanea di quel che si possa pensare: ognuno ha la sua attività e i suoi interessi, vive la destinazione in maniera diversa e con gente differente, e la racconta.  Ci incontriamo spesso per raccontarci il nostro punto di vista e condividere gli obiettivi da raggiungere e gli strumenti da utilizzare.

Non so se sia giusto o sbagliato il metodo, io l’ho vissuto in prima persona e quel che ha fatto la differenza per me nello scrivere sul Blog di Bibione è che mi sono divertita tanto a farlo, e credo d’averlo trasmesso.

Per chiunque abbia qualche domanda, sono qui. E se volete venirci a trovare a Bibione il prossimo anno…vi aspettiamo a braccia aperte!

“Mi sento Fortunata” primo giorno in Digital Accademia.

“Mi sento fortunato”: tre semplici parole, spontanee, sincere, schiette. Belle che le avrei volute pronunciare io, perché è proprio così che mi sentivo. Quando Marco, il più piccolo del gruppo ha esordito così nella sua presentazione, ho rabbrividito.

Dopo tanta attesa, aspettativa, adrenalina finalmente ci siamo: è iniziato il MA.D.E.E. di Digital Accademia.

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Luci soffuse, caminetto acceso, caffè caldo e le crostate appena sfornate di Carla (che poi scopriremo essere una colonna portante della struttura) ci hanno accolto all’entrata. Sorrisi timidi, sguardi che si studiano e nomi che si mescolano davanti al portone.

Saliamo le scale, entriamo in aula e troviamo tanti piccoli sacchetti, ognuno col proprio nome. Felpa, tazza, quaderno per gli appunti, penna e moleskine marchiato Digital Accademia. Siamo in diciotto, cinque ragazze e tredici ragazzi e la sensazione che si ha, è di essere tanto coccolati. Elena parla con il cuore, se trasmetteva emozioni all’Open Day oggi lo ha fatto mille volte di più.

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Tra le tante sorprese di questo primo giorno c’è stata la visita di Riccardo Donadon, fondatore di HFARM, il quale con tono pacato e molta disponibilità ci ha raccontato la sua storia ed ha ascoltato le nostre.  Tanti consigli, aneddoti e spunti di riflessione che fanno dei momenti con lui un bagaglio prezioso.

Nel pomeriggio abbiamo incontrato l’energico Giovanni Tracanzan, il quale con energia e ironia ci ha raccontato la “cultura del verde” e i ragazzi di Kunerango che ci hanno immerso nel loro progetto dandoci la possibilità di testarlo per primi durante le nostre lezioni.

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Tra i souvenir della giornata oltre a tante emozioni e oggetti che porterò con me nei prossimi mesi, c’è un piccolo “progetto” che cresce ed è Carmona. Lei è nata in Cina tre anni fa e non è altro che un piccolo bonsai che ci è stato affidato. Sarà nostro compito seguirlo e averne cura, con l’augurio che cresca come noi durante questo percorso.

Non so che ne pensa Carmona, ma ci siamo trovate proprio un bell’habitat dove crescere.