Serena Giust

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Islanda in 7 giorni: itinerario, costi e consigli

Indice:

Giorno 1 | Giorno 2 | Giorno 3 | Giorno 4 | Giorno 5 | Giorno 6 | Giorno 7 |

Ma quanto mi costa?

Se un giorno mai deciderete di prenotare un viaggio in Islanda, troverete sempre quell’amico che ci è già stato e che “conosco una piscina naturale della madonna, non ci va mai nessuno ed è troppo figo, ci devi proprio andare”. Quindi chi siamo noi per non ascoltarlo… deviamo a sinistra, lasciando la buona strada, e ci addentriamo in un percorso fuoristrada che si fa sempre più arduo. Simpatici quelli che si noleggiano il 4×4 e ti danno i consigli, ignorando noi poracci con la chevrolet sparks verde cimice. Insomma: sta piscina non l’abbiamo mai trovata e abbiamo rischiato di forare tutto, ma quel fuori rotta è stato forse il più bel momento del viaggio. Io e Giulia siamo scese (incuranti della faccia perplessa di Simone…) e abbiamo fatto la pipì all’aperto, come i bambini. È stata la migliore pipì della mia vita, attorno a noi c’era l’infinito.

fuoristrada

Questa intro non per raccontarvi dell’incontinenza di Giulia o di quanto ce la siamo fatta letteralmente sotto dal ridere, ma per dirvi che dell’Islanda il bello è scoprire, lasciarsi stupire. Quindi qui trovate tutti i miei consigli: leggeteli bene, preparatevi l’itinerario con cura… e poi a una certa deviate a sinistra, ovunque sia.

Giorno 1: Keflavik (aeroporto) – Reykjavík

Da qualche tempo a questa parte, volare in Islanda non costa più un salasso ed i flussi turistici sono notevolmente aumentati. Io sono partita da Düsseldorf, ma trovate voli a prezzi convenienti anche da Roma e Milano (controllate WOW air). Gli aerei e le hostess sono color melanzana, la rivista di bordo è simpatica, sotto il sedile si nasconde una presa USB e se siete fortunati trovate pure il WiFi a bordo.

Questo lo spettacolo che vi aspetta all’atterraggio:

La vista che vi accoglie dall'aereo

La vista che vi accoglie dall’aereo

Ricordate che siamo parecchio a nord, quindi il periodo estivo giugno-agosto è quello consigliato. Tuttavia è probabile che al rientro vi venga una voglia incredibile di tornare in Islanda per visitarla d’inverno – è già nella mia todolist.

Una cosa che mi ha incuriosito molto è il tipo di turista. Molti sono appassionati di natura e fotografia, tanti sono sulla mezza età (è una meta piuttosto costosa per i giovani) ma ci sono anche tanti, tanti anziani. Questo perché dalla capitale partono bus con tour organizzati nei luoghi più caratteristici, specie a sud-ovest dell’isola. In generale si vede in giro bella gente.

Altra cosa bella: tutti sono vestiti estremamente sportivi-tecnici, quindi “non fate gli italiani con le nike” come dice quell’altro mio amico esperto, portatevi gli scarponi da trekking e un k-way (possibilmente giallo che nelle foto viene bene, @spezio e @ilarysgrill docet).

A passeggio per la capitale

A passeggio per la capitale

A pochi chilometri dall’aeroporto, prima e ultima tappa non può che essere la capitale. Calcolate di passare qui un giorno o due mezze giornate, sono sufficienti.

Dove bere/mangiare qualcosa a ReykjavíkLaundromat Cafe 

Se scendete ai bagni del piano di sotto ci trovate una vera e propria lavanderia con tanto di cinese in pigiama e cuffiette che balla di fronte alla centrifuga. Al piano di sopra ci sono tante mappe che tappezzano i muri. Qui trovate dei dessert a base di Skyr “formaggio morbido a base di latte acido, tipico della cucina islandese, viene servito freddo in un recipiente di vetro, con una salsa a base di crema e zucchero a velo – cit. Wikipedia”

Cafe Babalú ha una terrazza meravigliosa per le giornate di sole, tanti pupazzi creepy appesi qua e là e giochi da tavolo a disposizione. Di buono c’è il barista.

Da vedere anche il museo della fotografia, ingresso gratuito, nella zona del porto. In generale questa zona è carina e con tanti bar/ristorantini. Per un pranzo cheap, non perdetevi gli hamburger di Bullan, menù a 10€, anche veg.

Dove dormire a Reykjavík: Kex Hostel

Ostello hipster, stile berlinese, adatto a chi viaggia da solo e vuol conoscere gente o alle compagnie di amici. Se preferite un hotel o appartamento potete passare di qui anche solo per una birra. Hanno bar e terrazza molto carini e organizzano spesso eventi. La porta di ingresso quasi non si nota, buon motivo per approcciare qualche biondo/a con “ma il Kex dov’è?”

kex hostel

Tutte gli hotel a Reykjavík

Giorno 2: Reykjavík – Hvolsvöllur

Dite ciao alla capitale e mettetevi in strada. Scegliete una bella colonna sonora e iniziate il percorso. Il primo giorno on the road è pieno di tappe e copre molte di quelle proposte dai tour organizzati del Golden Circus, potreste ritrovarvi le stesse vecchiette da mattina a sera scendere dai bus. Ciò nonostante merita davvero, ci sono un sacco di cose da vedere, ora le elenco.

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  • Reykjavík
  • Þingvellir: parco nazionale
Parco nazionale Þingvellir

Parco nazionale Þingvellir

  • Geysir, Haukadalsvegur – il più antico geyser conosciuto
The Great Geysir

The Great Geysir

  • Gullfoss Falls: le prime cascate viste… tra acqua, sole e arcobaleno
Gullfoss

Gullfoss

  • Kerið: lago nato in un cratere vulcanico. Curiosità: Bjork ha organizzato un concerto qui.
Nel cratere Kerið

Nel cratere Kerið

  • Hvolsvöllur, qui non c’è nulla se non il nostro appartamento. Ci siamo fatti la spesa ed una pasta + vino rosso mentre guardavamo un film assurdo. Ho provato a svegliarmi verso le tre e guardare fuori dalle finestre cercando l’aurora boreale ma niente. Sapeste però quante stelle nel cielo d’Islanda…

Dove dormire a Hvolsvöllur: Borg Apartments

Tutti gli hotel a Hvolsvöllur

Giorno 3: Hvolsvöllur – Höfn

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  • Hvolsvöllur
  • Seljalandsfoss, la cascata dove puoi camminarci dietro

    Seljalandsfoss

    Seljalandsfoss

  • Skógafoss, altra cascata imponente.
  • Dyrhólaey: piccola penisola e promontorio di origine vulcanica dalla caratteristica spiaggia nera.

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  • Reynisfjara: se avete tempo, poco lontano vi aspetta quest’altra spiaggia meravigliosa.
  • Parco nazionale Skaftafell
  • Fjallsárlón e Jökulsárlón – Glacier Lagoon, uno dei luoghi che ho amato di più. Quasi quanto amo Simo.
Fjallsárlón Glacier Lagoon

Fjallsárlón Glacier Lagoon

pediluvio glaciale

pediluvio glaciale

  • Höfn

Dove dormire a Höfn

Tutti gli hotel a Höfn

Giorno 4: Höfn – Laugar

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  • Höfn
  • Egilsstaðir: semplice paesino nel mezzo del percorso dove potervi fermare per il pranzo o un caffè.
  • Myvatn Nature Baths (prezzo di ingresso 30€ circa, se vi portate una tessera studenti pagate la metà, se mostrate la tessera studenti di qualcun’altro – da buoni italiani – potreste scamparla). Questo luogo è una buona alternativa alla più celebre, cara e affollata Blue Lagoon.
un altro pianeta?

un altro pianeta?

A mollo!

A mollo!

  • Laugar

Dove dormire a Laugar

La signora che ci ha ospitato dorme nel camper tutta l’estate e apre le porte di casa sua agli ospiti. La mattina vi sveglierete col profumo di burro dei suoi waffle. In serata potrete immergervi nella vasca idromassaggio in terrazza.

La cena da non perdere è quella al Vogafjós Cowshed Cafe. Avrete il piacere di mangiare in stalla!! Separati dalle mucche da solo un vetro. Qui potrete degustare uno degli hamburger più buoni della vostra vita, con patate lesse e formaggi di loro produzione, pane home made e carne derivante da qualche parente di quella mucca carina che vi sta guardando mangiare.

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Tutti gli hotel a Laugar

Giorno 5: Laugar – Akureyri

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  • Laugar
  • Góðafoss Waterfall, le cascate n.54782 ma sempre belle
Goðafoss

Goðafoss

  • Akureyri
    • Whale Whatching Hauganes, circa 50€ di investimento qui ma decisamente ben spesi! La barca è piccolina e le balene le potete quasi toccare – emozione indescrivibile.
Giulia quando ancora sorrideva (maldimareee)

Giulia quando ancora sorrideva (maldimareee)

Sogni che si realizzano

Sogni che si realizzano

Dove dormire a Akureyri

Alloggio molto basic, tipo dormire in un container 🙂 ma pulito e funzionale. C’è una cucina, noi abbiamo comprato i tortellini Giovanni Rana al supermercato (sì, ci sono anche quelli e li abbiamo comprati per davvero, perdonateci, siamo expats) e li abbiamo conditi conditi la panna.

Tutti gli hotel a Akureyri

Giorno 6: Akureyri – Borgarnes

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  • Akureyri, la capitale del nord. Cittadina molto carina con diversi locali e qualche museo.
La capitale del nord

La capitale del nord

  • HvitserkurSeal Watching Location (gratuito, si vedono però dall’altro lato della spiaggia, non sono vicine)
Foche spiaggiate

Foche spiaggiate

  • Deildartunguhver: sorgenti di acqua calda
Bolle quasi, butta la pasta!

Bolle quasi, butta la pasta!

  • Hraunfossar, le “cascate di lava”
Hraunfossar

Hraunfossar

  • Borgarnes, un luogo magico. Quando siamo arrivati qui era solo primo pomeriggio, l’idea era di lasciare in casa le valige e proseguire il tour. Poi siamo entrati… e abbiamo cambiato idea. Questa casa aveva la vista più incantevole di sempre e il giardino che toccava la baia. Ci siamo seduti con le gambe a penzoloni e abbiamo aspettato il tramonto con gli occhi a cuoricino.
Senza parole

Senza parole

Dove dormire a Borgarnes

Qui vi aspetta (se non bastasse la vista) anche la migliore colazione dell’isola, con tanto di Bertha che cucina i pancakes.

Dove cenare a Borgarnes: The Settlement Center, ristorante del museo, caratterizzato da pareti in roccia. Ho preso una zuppa di scampi buonissima.

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Tutti gli hotel a Borgarnes

Giorno 7: Borgarnes – Keflavik (aeroporto)

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  • Borgarnes
  • Akranes, il faro. Questo ci indica la via del rientro, il viaggio sta per concludersi e non ci poteva essere chiusura migliore. Potete salire fino in cima, ingresso gratuito.
Il faro

Il faro

  • Reykjavík Airport

Quindi, quanto costa un viaggio in Islanda?

Direi dai 1.000€ a salire, io ne ho spesi più o meno 1.400€ – sono pessima a tenere i conti.

Volo: circa 250€ a/r da Milano/Roma con WOWair, prezzo soggetto a variazione.

Alloggio: attorno ai 400€ a persona/settimana per stanze doppie/triple in guesthouse con bagno in comune o appartamento, periodo di alta stagionalità.

Macchina: abbiamo speso circa 450€ per la Chevrolet Spark verde cimice! Compresa assicurazione aggiuntiva per piccoli danni (tipo sassolini che saltano nei vetri e spaccano tutto). Potendo, un bel 4×4 regala più soddisfazioni su queste strade… noi siamo andati “a risparmio”. Abbiamo prenotato da Sixt, si trova appena fuori l’aeroporto l’ufficio, una navetta vi porta direttamente lì.

Benzina: circa 130€ per fare il giro completo, circa 2.200 km.

Pasti: tutto è abbastanza caro in Islanda e non aspettatevi una vacanza gourmet; noi abbiamo optato per pranzo quasi sempre al sacco e cena al ristorante. Il supermercato più conveniente è il Bonus, lo riconoscete dal maialino salvadanaio come simbolo e ce ne sono molti nelle cittadine più grandi. Badate bene che formaggi/affettati non sono un granché (a differenza di quanto mi aspettassi), quindi, se partite a budget stretto, vi consiglio di mettere provviste in valigia, snack da viaggio compresi.

A cena la mia scelta più popolare era la zuppa del giorno, spesso di pesce, servita con pane e burro; tanta gioia al modico prezzo di 10€ circa. Per gli hamburger artigianali abbiamo speso invece circa 30€ a testa bibita compresa. Per un secondo piatto qualsiasi contate di spendere oltre i 30€. Considerate che nella maggior parte dei paesini di ristorante ce n’è uno o due al massimo, quindi non avrete grande facoltà di scelta!

Attrazioni: tutto gratis. Il bello dell’Islanda è che nulla è artificiale e tutte le emozioni più grandi ve le regala la natura, ad ogni curva un paesaggio nuovo.

Non partire senza: una maschera di capra e una di Björk, non si sa mai.

Grazie a…

i miei compagni di viaggio, Giulia e Simone. Siete stati la parte più bella del mio capitolo di vita in Germania e non potevo che concluderlo con voi. Vi voglio bene, Sere.

Io, Giulia e Simone

Io, Giulia e Simone

 

Lascia che sia

Ho iniziato a scrivere questo post nelle notti insonni prima ancora di sapere come sarebbe finita. L’ho iniziato e messo in bozza, fanculo alla scaramanzia. Poi è successo per davvero e se ancora non lo sapevate è perché temevo che a dirlo a voce alta questo sogno non si sarebbe avverato.

Si apre per me un nuovo capitolo, ho dato le dimissioni. Non è facile mollare un indeterminato in uno dei posti di lavoro più belli del mondo. Lavorare a trivago è stato un grande privilegio. Mi sono sentita viziata e coccolata, motivata e determinata. Ho imparato tanto e velocemente, ho provato la gioia di “fare il lavoro dei proprio sogni” a soli 23 anni. Non sono stata sempre la miglior versione di me, spesso pretenziosa ed egoista, sbagliando nelle dinamiche di team… ma è servito anche quello, eccome.

Poi cosa è successo? Niente. Sarei potuta rimanere comoda a godermela ancora un po’ ma a stare fermi non si va da nessuna parte. Così ho deciso di mettere quei tanto amati mobili di #serenacambiacasa in un container di 6mq diretto verso una casa che ancora non ho trovato e una vita che ancora non riesco a immaginare.

Lo so, avevo promesso che sarei tornata a casa. Ci ho provato credetemi. Ho tentato nonostante il buonsenso e tutti i “cosa torni a fare qui”, assecondando la chiamata di agenzie interinali che dopo aver descritto il mio profilo mi han risposto “quindi fai pubblicità, scrivo pubblicità”. Ho speso soldi e tempo a casa per raggiungere aziende che mi han salutato con tanti sorrisi, qualche gadgets e poca considerazione. Fuori dall’Italia invece ho avuto invece il privilegio di parlare con gli HR delle migliori aziende del mondo. Ho volato e soggiornato a spese loro, passeggiato nei loro corridoi, ho conosciuto manager che stimo e stretto relazioni anche se non è andata sempre come speravo. Quindi niente, credo che l’Italia aspetterà.

La mia nuova città si chiama Amsterdam, la mia nuova azienda Booking.com.

Niente più content marketing, da novembre lavorerò in Technology come UX copywriter. Mi occuperò di content design, a/b testing per dare sempre la migliore esperienza utente. Siederò con developer, designer, product owner. Ci sono tutti i presupposti per imparare tanto e non vedo l’ora di iniziare, sono molto entusiasta di questa grande responsabilità.

Buone notizie quindi per voi: divano letto e amica per la vostra prossima sosta olandese!

Detto questo… chiudere la porta non è semplice, lascio qui una gran fetta di cuore. Per quel che sono ora devo ringraziare:

– Simone. Per essere stato il mio braccio destro e anche il sinistro. Per avermi insegnato a mettere le virgole e tutto il resto. Per tutte le pause caffè: mattino, pomeriggio e sera. Sono circa 525.000 cl di caffeina asssunta insieme. Per i tuoi “forse facciamo pipì, forse andiamo a mensa, forse mangiamo la frutta”. Per avermi dedicato ogni tua pagina knowledge, non si dimenticheranno facilmente di me in azienda. Per essere stato l’abbraccio dolce di ogni mattina e la spalla su cui ho pianto quando non andava. Per essere stato il miglior collega, amico, quasi futuro marito. Mi mancherai senza forse e come mai. Tua Star.

– Isabella e Giulia. Perché per me voi siete state famiglia e solo quando siamo diventate noi mi sono sentita veramente a casa qui. I nostri risvegli a letto, io che vi salto addosso e voglio le coccole, voi che mi prendete sempre in giro. I pancakes e lo sciroppo d’acero, le bottiglie di rosso stappate in terrazza e quei discorsi sul futuro… siete state i miei sorrisi migliori qui.

– Giorgia. Insieme abbiamo corso e raggiunto traguardi che mai avremmo pensato. Sei stata il mio punto di riferimento: quella saggezza che ammiravo, l’amore che sognavo, la fede che cercavo. Quel tuo ”lascia che sia” mi ha cambiato il modo di vedere le cose e te ne sarò sempre grata.

– Susana, Birgit, Fran. Resterete sempre il mio social media team del cuore.

– Stefano, Giulia, Benedetta, Veronica, Desi, Tommaso e Ivano. Per avermi sopportata. Un po’ vi mancherà il mio trash, ammettetelo.

– Patrizia e Martino, Marta, Eleonora, Veronika, Diego & co. per aver dato una botta di vita a questa città, proprio ora che vi ho trovato me ne vado… che ingiustizia.

– Tutti gli altri colleghi. Per essere stati parte di questo capitolo centrale della mia vita, grazie!

Vi aspetto ad Amsterdam.

S.

lascia che sia