Serena Giust

Digital wordsmith, driven by data.

3 principi guida su UX Writing

Il tema dello UX Writing non è una scienza esatta ed è difficile dare delle linee guida. Ci sono però dei principi guida sui quali riflettere e che possono essere d’aiuto per impostare la scrittura o rivederla.

La scrittura deve essere:

  1. Chiara
  2. Concisa
  3. Coerente

I nostri testi devono essere quanto più chiari e facilmente comprensibili possibile. Questo perché gli utenti hanno limitato tempo e capacità di attenzione, sempre più spesso non leggono i testi ma li scannerizzano.

Per questo motivo cercate sempre di usare forme verbali semplici, preferite presente, evitate il passivo. Questo è importante da considerare anche se i vostri testi andranno in traduzione: più è semplice più è comprensibile in tutte le lingue.

I nostri testi dovranno essere quanto più possibile brevi. Preferite periodi corti, separate le varie frasi in più pezzi se possibile. Se c’è un modo di esprimere lo stesso concetto in maniera più sintetica, fatelo. Ricordate che anche lo spazio in cui scrivete è molto spesso limitato e se dovrete tradurre le copy, molte lingue sono ben più elaborate dell’inglese o dell’italiano (russo, tedesco…).

Una delle cose più difficili da mantenere, specie in siti di grandi dimensioni, è la coerenza fra le varie parti testuali nelle diverse pagine. Un copywriter dovrà mappare e tenere a mente come ha chiamato quello specifico prodotto o features nelle varie parti del sito ed utilizzare sempre quel termine.

Esempio: evitare di scrivere a volte “Assistenza Clienti” altre “Customer Service” altre ancora “Centralino”.

Ma non solo. Devo stare attenta alle maiuscole, voglio scrivere “Assistenza Clienti” o “Assistenza clienti” o “assistenza clienti”? Ed usare sempre lo stesso formato.

Così come la punteggiatura, mettere sì o no il punto in ogni frase di un elenco? o metto il punto e virgola? E via dicendo.

Anche scrivere “Il mio account” e “La tua wishlist” è sconsigliato, in quanto mescolare i vari aggettivi possessivi crea confusione.

 

Continua a leggere: UX Writing, emozioni e concetti psicologici

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Le basi dell’UX Writing

Per scrivere in maniera efficace dobbiamo focalizzarci su tre cose principalmente:

  1. L’utente, chi ci legge
  2. Il design, contesto in cui ci troviamo
  3. Le parole che utilizziamo

Per prima cosa dobbiamo aver chiaro a chi è che stiamo parlando. Potrebbe trattarsi di un messaggio B2C o B2B (consumatore o partner) ed in questo caso il tono di voce e gli obiettivi sarebbero completamente diversi.

Ma non solo: dove si trova? In che fase? con che sentiment? che età ha? Tutte queste sono nozioni fondamentali per scrivere un messaggio il più personalizzato ed efficace possibile.

Una volta chiarito questo, possiamo passare ad analizzare il design ed il contesto in cui ci troviamo. È importante analizzare l’area e capire le dinamiche entro le quali dobbiamo operare. Come stanno interagendo gli utenti, da dove provengono (pagina precedente) e dove stanno andando (pagina successiva).

Solo dopo aver chiarito tutto questo, possiamo pensare a cosa scrivere. Immaginate di essere voi il vostro utente, cercate di capire che linguaggio vi aspettereste, cosa può funzionare e cosa no.

Per leggere di più sui principi del copywriting a Booking, cliccate qui.

 

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UX Writing e localizzazione dei contenuti

Se come me dovete scrivere in Inglese (o in italiano) delle copy che poi andranno in traduzione… sapete bene quanto sia dura.

Il sito di Booking è tradotto in 43 lingue, quindi ogni mio testo deve essere pensato per la traduzione. Perché?

Le insidie sono tante, a partire dalla grammatica. La struttura della frase varia e spesso quel che funziona in inglese non va bene in tutte le lingue.

Inoltre la lunghezza dei testi può essere molto diversa, quindi se la media di caratteri per parole in inglese è 8, in tedesco è 11 (ho trovato il dato qui). Immaginate quindi una frase quanto può variare. Immaginate di dover scrivere la copy di un pulsante, tipo “Prenota ora” lo spazio sarà certamente limitato. Utile in questo caso è parlare col proprio designer e farsi indicare il numero massimo di caratteri disponibili, così che i traduttori sappiano gestirsi ed eventualmente proporre alternative.

Anche la grafica cambia non poco, ragion per cui dobbiamo sempre testare come appaiono le nostre copy nelle diverse versioni linguistiche del sito:

Non solo, ci sono lingue che si leggono da destra verso sinistra dette anche RTL (dall’inglese Right-to-left) come l’arabo. Qui tutto il layout necessita di un adattamento, per esempio vanno modificate anche le frecce e le progress bar.

Un esempio classico di copy che cambia nelle diverse parti del mondo è la formattazione della data. O anche l’orario.

La mia fortuna lavorando a Booking è quella di avere a disposizione un network di traduttori sparsi in tutto il mondo, pronti a rispondere ai miei più tormentosi quesiti. Certo, non a tutti è possibile fare questo.

Quello che vorrei che teneste a mente è che ogni lingua è bella proprio perché è unica, quindi in quanto UX Writer vi ritroverete spesso a dover risolvere problemi di traduzione e localizzazione.

Per leggere di più sul tema, trovate questo e questo articolo.

 

Continua a leggere: Scrivere con le variabili, verso l’infinito e oltre

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