Buon viaggio

Ci siamo io ed il tuo pupazzo, ora, nel divano. C’è così tanto da dirti. C’è la mia paura di che i ricordi si affievoliscano, il bisogno di lasciarli impressi da qualche parte. C’è che l’unica cosa che so fare è scrivere… ma mi si spezzano le parole ora.

C’è che credo in pochi ci conoscano così, ma forse è questo è il bello. Ci sono le nostre mille foto archiviate nelle cartelle degli ultimi quattro anni, stampate nella mia memoria. C’è il tuo viso giovane, senza barba, la mia fronte senza rughe. Ci sono quelle parole tatuate sul tuo corpo, “Let her go” inciso nel mio cuore.

Il doversi lasciare appena trovati: io che inseguo un sogno, tu che segui me. Gli aerei prenotati a mezzanotte, le infinite chiamate skype, tu che torni sempre a trovarmi portando con te il sole nel gelido inverno tedesco.

Ci sono quegli improbabili cappelli ed il boa a carnevale. Noi che beviamo e balliamo scoordinati in mezzo alla folla, tanto non ci conosce nessuno.

Ci sono le domeniche di pioggia, la colazione a letto, la spesa al supermercato ed i tubetti di dentifricio, le passeggiate sotto l’ombrello, lo shopping ed i mille braccialetti.

E poi c’è la primavera: i picnic al parco, le gite in bicicletta ed io che cado catastroficamente tra i binari del tram. Tu che ridi e mi dai una mano a rialzarmi, tu che sposti i miei bagagli da una casa all’altra, senza mai farmi sentire il peso d’essere andata via.

Ci sono le cene eleganti al ristorante thailandese, la tua camicia azzurra sempre sbottonata. C’è quel CD dove hai registrato le tue canzoni preferite… io che non ho nemmeno un lettore. Ma ora lo vado a comprare… promesso.

Ci sono i tuoi messaggi allegri la mattina, in cui racconti le serate coi tuoi amici. Ci sono i tuoi occhi che brillano quando mi parli della tua famiglia.

E poi ci sono le sere in cima alla torre… quando guardando il mondo dall’alto, tutto ci sembrava possibile. Quando la notte non volevamo dormire, perché domani non doveva arrivare presto.

E poi ci sono io che ritorno: le passeggiate ai giardini, le pizze a casa tua, le pause pranzo in cui ti aspetto nel parcheggio per un ultimo abbraccio prima di ripartire.

Ci sei tu che mi racconti le tue nuove pazze storie d’amore, io che ti racconto le mie mille avventure. C’è quello sguardo tenero ed il volersi bene nonostante le nostre strade si siano divise.

C’è quella canzone che martella in testa, ma ha tutto un altro senso ora.

C’è che mi mancherai.

E perdonami per non essere lì con te oggi, spero di non averti deluso ancora.

Buon viaggio,

S.

 

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