Serena Giust

Digital wordsmith, driven by data.

Un Social Media Team Diffuso e…spontaneo.

Tra i tanti tweet oggi ce n’è stato uno che mi ha particolarmente coinvolto, perché parlava un po’ di me, anche se indirettamente.

Nel blog di Roberta Milano (http://www.robertamilano.com/ ) oggi si parla di Social Media Team Diffuso insieme a Rocco Rossitto:

Le risorse cui si allude non sono, in questo caso, paesaggistiche ma umane. Esistono persone con grandi competenze di scrittura o fotografia, conoscenze storiche e territoriali o, semplicemente, divertenti comunicatori su twitter e altri social. In comune hanno l’amore per la propria terra e per passione spesso la raccontano.”

Volevo cogliere l’occasione per raccontare e testimoniare un esempio sul tema di successo e che porto nel cuore, perché ne ho preso parte ed è lo staff di Bibione.com ( http://www.bibione.com/ )

Non è un insieme di pagine correlate, caratteri e immagini, software e protocolli bensì un sito fatto di persone che interagiscono tra loro: ognuna diversa dall’altra, con passioni, professioni e stili di vita differenti, ma uniti dall’amore per lo stesso luogo.

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Ma com’è potuto nascere, prima ancora che se ne parlasse in rete?

Io credo dalla semplicità e dall’umiltà di due persone, Nicola e Alessandro (http://www.time2marketing.com/) che si sono resi conto che non bastano le strategie di marketing a promuovere una destinazione, ma serve l’amore e la conoscenza del luogo stesso. Bisogna viverlo.

Ecco allora che nasce spontaneamente una rete di amicizie che collaborano insieme, e vivono nel luogo raccontandolo in prima persona e coinvolgendo chi c’è e chi ci passa.

Chi sono queste persone?

Gabriele del supermercato (sì proprio quello che trovi al banco salumi o che ti indica in che scaffale è lo zucchero), Vittorio e Maria dell’animazione (sì quelli che fanno spinning coi genitori e giocano con i figli), Luca che lavora in agenzia e affitta appartamenti, Elia giovane appassionato di fotografia e poi Anna, Mauro….io.

 Come lavoriamo?

In una maniera più semplice e spontanea di quel che si possa pensare: ognuno ha la sua attività e i suoi interessi, vive la destinazione in maniera diversa e con gente differente, e la racconta.  Ci incontriamo spesso per raccontarci il nostro punto di vista e condividere gli obiettivi da raggiungere e gli strumenti da utilizzare.

Non so se sia giusto o sbagliato il metodo, io l’ho vissuto in prima persona e quel che ha fatto la differenza per me nello scrivere sul Blog di Bibione è che mi sono divertita tanto a farlo, e credo d’averlo trasmesso.

Per chiunque abbia qualche domanda, sono qui. E se volete venirci a trovare a Bibione il prossimo anno…vi aspettiamo a braccia aperte!

#tourdelblogger un concentrato d’amore per Bari

E’ una di quelle apparentemente timide, che le incontri per caso un pomeriggio e parlano sottovoce, senza svelarsi troppo. Devi avvicinarti piano, e studiarla per bene. Ha uno stile semplice senza troppi fronzoli, ma nasconde un carattere forte nell’anima. Sono i dettagli a renderla unica. Ama la sua terra, i suoi prodotti, la cucina e le tradizioni. Ama soprattutto la sua gente, che condivide con lei ogni momento. Di sera si lascia andare e scatena il suo lato più vivo. Custodisce gelosa segreti che affida solo alle persone  che ritiene meritevoli.

Lei è Bari.

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L’ho incontrata ieri, anche se solo per poche ore. Me l’hanno presentata tre amici che la conoscono da una vita, e che parlano di Lei sempre con tanto amore: Raffaele, Roberta ed Ezio. Ho scoperto tanti aneddoti della sua storia,  dettagli che non avrei visto se non attraverso gli occhi di chi la conosce davvero.

Raffaele sa tutto di Lei e non smetterebbe mai di raccontarla, è innamorato e lo si legge negli occhi.

Roberta è senza dubbio la sua migliore amica, si intendono alla perfezione, è disinvolta e sorridente,  condivide con lei tutto.

Ezio sta per trasferirsi e sa già che le mancherà moltissimo, ha lo sguardo rammaricato ma ha già comprato il biglietto per tornare a trovarla prima ancora di decidere quando partire.

Mi hanno accompagnato nelle vie che l’hanno cresciuta, tra le grandi famiglie sedute a pranzo e le anziane davanti alla porta che guardano i turisti. Mi hanno raccontato di archi che hanno unito grandi amori, e colonne che hanno sorretto atroci sofferenze.

Avrebbe voluto che restassi per cena Bari, ma l’aereo mi stava aspettando. Voleva portarmi a vedere come si preparano le orecchiette, a sentire il profumo delle focacce appena sfornate e dei panzerotti migliori che abbia mai assaggiato.

Ha scelto di concedersi poco, mi ha promesso tante cose per quando tornerò a trovarla e forse è stato meglio così: l’attesa aumenta il desiderio. Muoio dalla voglia di scoprirla… e lo farò presto.

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Grazie allo staff di @InsidePuglia : 

Questo è il mio #sognotrentino, non svegliatemi.

Ci sono sogni che portiamo avanti tutta la vita, ed altri che capitano per caso. Come in una calda giornata estiva, soffocata dal caos cittadino e dal traffico. Quando le giornate scorrono veloci come la timeline di Twitter e leggi persone parlare di un #sognotrentino.
Che sarà mai? La parola mi piace. La testa inizia a macinare pensieri e ricordi, per un attimo rivedo quelle grandi distese verdi dove passeggiavo da bambina, la cioccolata calda che mi aspettava al rifugio, le camere decorate in legno coi piumini bianchi e soffici che sembran nuvole. Sogno ad occhi aperti finché la realtà non mi suona il clacson e continuo la mia giornata.
Quando pochi giorni dopo mi arriva la mail di invito a partecipare a questo #sognotrentino in occasione del #bloggerWEmoena, scappa un sorriso: c’ero già dentro prima ancora che me lo chiedessero.

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Scopro allora che sognare sola è bello, ma farlo insieme lo è di più. L’attesa aumenta, proporzionale al desiderio, e immaginiamo scenari, incontri e luoghi. Cominciamo a conoscerci a creare rete di amicizie prima ancora di vederci.
Credo che mondo si divida essenzialmente in due: chi i sogni li fa, e chi li vive.
Nella prima categoria rientrano coloro i quali i sogni li rinchiudono nel cassetto, e lo riaprono di tanto in tanto, per evadere dalla realtà. Vivono di sogni ma si arrendono alla realtà.
Ci sono invece persone che non hanno smesso di credere alle proprie passioni, di inseguire quel sogno perché sono convinti sia realizzabile. Il sogno è una meta e loro vivono in viaggio, con lo stimolo che ti slancia a migliorare te stesso e la tua vita.

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E’ questo che più di tutto mi ha colpita in questo mio #BloggerWEmoena, sono le persone. Sono i sorrisi e gli occhi che brillano, la voglia di vivere e sognare.
Non si parla di crisi, si parla di come migliorare. Non c’è una corsa a chi trova per primo la strada migliore, c’è un prendersi per mano e camminare insieme. Credo fossi la più piccola nel gruppo e forse la meno esperta, ma nessuno se n’è preoccupato. Mi hanno accolta a braccia aperte e mi hanno resa parte di questo loro sogno.

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La città che ci ha ospitati, Moena, è tanto piccola quanto ricca: di attività da svolgere e scorci da fotografare, di persone accoglienti e innamorate del luogo in cui vivono.
Albergatori avanguardisti, un passo avanti a tutti nella cura del cliente e delle relazioni con il territorio e chi ci opera: Sono Matteo (organizzatore di questo #sognotrentino), Patrizio dell’Hotel Costabella (http://www.costabella.it ), Nicola Sicher di Pineta Hotel (http://www.pinetahotels.it ), Active Hotel Olympic (http://www.activehotelolympic.it) e molti altri come loro che stanno intravedendo una nuova possibilità e si stanno aprendo a nuovi canali di promozione.

Vi potrei raccontare un milione di dettagli, di come è bello visitare un pastificio prestigioso per una carb addict come me, oltretutto con un sito davvero originale (http://www.felicetti.it ). L’emozione di trovarsi faccia a faccia con l’autore delle formichine, Fabio Vettori, che hanno riempito per anni i miei banchi di scuola, e di avere ora un suo disegno personalizzato (http://www.fabiovettori.com ).

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Il fiato spezzato dalla fatica e dalla meraviglia di una salita in montagna, compensato poi da una cucina incredibile, com’è stato il pranzo in Baita Paradiso, un luogo davvero incantato in cui ho provato specialità uniche come il pane ai mirtilli o la zuppa di fieno. Vedere riuniti tanti produttori, insieme per un unico obiettivo, trasmettere a noi l’amore per la loro terra.

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Ultimo solo per ordine cronologico, uno dei momenti più intimi e toccanti del #bloggerWEmoena. Quando il termometro sfiora lo zero e con poche ore di sonno, un gruppo di persone trova la forza di alzarsi per salire insieme la montagna e aspettare l’alba colorare il cielo. Dal buio e gli occhi assonnati, accendere pian piano sfumature di rosa che raramente capita di vedere.

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Quando ad un “chi me l’ha fatto fare” segue un “questo voleva dire sognare”.
Coccolati dalla melodia dolce del cristallarmonio suonata da Gianfranco Grisi, ci stringiamo le mani e salutiamo felici, il sogno non finisce qui….