Serena Giust

Digital wordsmith, driven by data.

Storia e origini del Content Marketing

Il concetto di content marketing è molto in voga negli ultimi tempi e si tende a pensare che sia la novità nel panorama del marketing ma in realtà non c’è nulla di nuovo.

I brand raccontano le loro storie da moltissimi anni. Già nel 1895 John Deere (una delle più famose aziende agricole del mondo) lanciò “Il Solco”, un magazine per educare gli agricoltori sulle nuove tecnologie ed aiutarli ad avere più successo nel loro lavoro.

 

Pochi anni dopo (1900) l’azienda leader di pneumatici francese Michelin porta alla luce le oramai famose “Guide Michelin”, per aiutare gli automobilisti a trovare i giusti posti in cui fermarsi lungo la strada in termini di manutenzione auto ma anche alloggio e ristoro.

“Questa guida nasce insieme al nuovo secolo e durerà quanto lui” dichiararono i fratelli André e Edouard Michelin nella prefazione della prima guida. Quella che poteva sembrare un’affermazione presuntuosa all’epoca si è rivelata vera, se non ampiamente superata nelle aspettative.

 

Azienda altrettanto precoce e visionaria fu Jell-O, produttrice di dessert di gelatine. Nel 1904 decisero di stampare milioni di libricini di ricette da distribuire gratuitamente casa per casa per suggerire ai potenziali clienti come utilizzare il prodotto. Questa strategia portò ad un notevole aumento delle vendite e ad oggi Jell-O è uno dei dessert più famosi d’America ed il termine è diventato sinonimo stesso di gelatina.

 

Un caso degno di nota nella storia fu quello di P&G (Procter&Gamble – azienda che produce beni di consumo, saponi, casalinghi) i quali negli anni ‘30 inventò quelle che ancora oggi chiamiamo Soap Opera. Queste fiction radiofoniche e successivamente televisive si sostenevano con le pubblicità e avevano il fine di intrattenere e fidelizzare il pubblico femminile al quale erano dedicate.

 

Questi primi esempi nella storia dimostrano che:

  • non è sufficiente pubblicizzare il nostro prodotto e brand, devo dare una ragione per cui venga acquistato
  • per arrivare all’acquisto devo dare informazioni e contenuti che dimostrino l’utilità del prodotto e del perché sia preferibile rispetto ad altri sul mercato
  • se il potenziale cliente riterrà che il contenuto è utile si fidelizzerà e preferirà quel prodotto e brand rispetto ad altri che non forniscono nessun valore aggiunto.

 

Nell’ultimo secolo molte aziende hanno creato storie e ispirato persone nelle loro scelte e l’avvento del digitale ha avuto un grandissimo impatto in questo meccanismo.

Guardando al futuro una delle aziende che ha pianificato grandi azioni per i prossimi anni su questo tema è Coca Cola.

Coca Cola Content 2020

Coca Cola Content 2020

“every contact point with a customer should tell an emotional story”

Questo è proprio quanto afferma Jonathan Mildenhall (ex vice presidente, Global Advertising Strategy and Creative Excellence per The Coca-Cola Company ed ora CMO per Airbnb) ovvero “Ogni punto di contatto con un consumatore dovrebbe raccontare una storia emozionante”.

I concetti chiave di questo loro piano sono:

  • passare da eccellenza nella creatività ad eccellenza nei contenuti
  • dare valore aggiunto alla vita del loro pubblico
  • condividere dei messaggi attraverso le storie che raccontano

Unwavering Focus, a lezione con Dandapani

Mia mamma mi ha chiamata Serena, credo si augurasse che lo fossi nella vita. Bene, io mia figlia la potrei chiamare Costanza, è questo che vorrei augurarle.

Volere qualcosa e avere la costanza di lavorare sodo per ottenerla. Focalizzare le energie su quel qualcosa per farlo al meglio.

Oggi a trivago abbiamo avuto una stimolante Academy sul tema, “Unwavering Focus” tenuta da Dandapani.

Cosa ho imparato? Anzitutto un nuovo aggettivo, “unwavering” che credo non userò mai più anche perché ad articolo concluso ho ancora dubbi sullo spelling. Tuttavia significa (per chi come me non ci arriva) saldo, fermo, incrollabile.

Chi è Dandapani?

Dandapani è un monaco indù, nato in Sri Lanka e cresciuto in Australia, bel tipo che siede a gambe incrociate con tre strisce bianche, pallino sulla fronte e uno smartphone nascosto sotto la tunica.

dandapani

photo from FB page: 2011 Andre Schneider

Ammetto, sono entrata scettica, mormorando tra me e me “questo ha capito tutto nella vita” e forse lo penso ancora. Tuttavia è un tipo ammirevole: laureato in ingegneria elettronica, sceglie di lasciarsi tutto alle spalle per diventare monaco indù sotto la guida di uno dei leader spirituali più importanti del nostro tempo, Sivaya Subramuniyaswami. Per 10 anni ha vissuto una vita di seria disciplina personale in un monastero di clausura alle Hawaii. Terminata l’esperienza si trasferisce a New York, si sposa e inizia a lavorare come consulente per aziende e CEO, organizzando workshop, ritiri e coaching esclusivi.

Comincia quindi a raccontare la sua storia, sfatando dei luogi comuni:

  • non meditano tutto il giorno i monaci, ma solo un’ora al giorno
  • hanno un mac e pure un iphone
  • lavorano e tengono aggiornati sito e blog da prima che io sapessi leggere e scrivere
  • si è creato lui la brochure che tengo in mano con InDesign e Photoshop (cose che io cerco di imparare da anni)
  • non è che non fanno sesso o non si masturbano, imparano a incanalare l’energia sessuale (lo ha detto lui davvero)

Detto questo ha iniziato a starmi simpatico. Inizio dunque con le cose serie, vi mostro in breve il percorso che ci ha aiutato ad intraprendere.

Step 1: Capire la Mente

Secondo Dandapani molte persone hanno difficoltà a cambiare abitudini nella propria vita poiché non riescono a capire come funziona la propria mente. Il primo passo dunque è comprenderne i meccanismi per fare in mondo di controllarla.

Il concetto principale da tenere a mente è la consapevolezza: immaginatela come una palla di luce che si sposta in aree differenti della vostra mente illuminando di volta in volta sentimenti e stimoli differenti. Quel che dobbiamo fare è usare la concentrazione e forza di volontà per spostare la consapevolezza nell’area della mente che vogliamo toccare.

Esercizio: chiudete gli occhi, respirate profondamente e muovete la consapevolezza nella vostra mente.

  1. Tenendo gli occhi chiusi e prendete coscienza della stanza in cui vi trovate, della sedia dove sedete, dell’atmosfera che vi circonda.
  2. Ora ripensate all’ultimo matrimonio a cui avete partecipato, dove era, chi vi accompagnava, che tempo c’era, se vi siete divertiti.
  3. Pensate ora alla vostra ultima vacanza, alle emozioni provate e le esperienze vissute, se avete speso tanto, se avete mangiato bene.
  4. Tornate infine a concentrarvi sulla stanza, la sedia, l’ambiente intorno a voi.

Step 2: Imparare a concentrarsi

La concentrazione è la capacità di spostare la consapevolezza in un qualcosa per un periodo prolungato di tempo. Con la pratica, la concentrazione aumenta. Non lasciatevi distrarre da tutto ciò che vi circonda, datevi delle regole e datele a chi vi circonda. Controllate le notifiche ad intervalli regolari non abbandonate quello a cui state lavorando ad ogni minimo segnale. Voi dovete controllare il vostro tempo e le vostre priorità, non gli altri o la tecnologia per voi.

Esercizio: il modo migliore per migliorare la propria concentrazione è integrare questa pratica nella vita di tutti i giorni. Fate quindi una lista di 5 cose su cui desiderate concentrarvi e migliorare nella vita di tutti i giorni. Cominciate integrando la prima cosa per un mese e via via aggiungete le altre. Createvi un calendario in cui giorno per giorno segnerete se vi siete concentrati  sulla cosa che vi siete promessi.

Sviluppate la vostra forza di volontà

La forza di volontà è l’incanalare tutte le nostre energie in una determinata cosa per un certo periodo di tempo. I cambiamenti non richiedono molto tempo, richiedono molta forza di volontà. Anche questa deve essere coltivata.

Come?

  1. Finite quello che avete iniziato
  2. Finitelo bene, oltre le vostre aspettative, non importa quanto tempo richiede
  3. Fate sempre un pochino di più di quel che pensate di poter fare

Esercizio: fate una lista di 5 cose nella vostra vita in cui dovreste metterci più forza di volontà, anche se semplici e banali come rifare il letto la mattina. Createvi anche qui un calendario in cui giorno per giorno segnerete se siete riusciti a cambiare l’abitudine grazie alla forza di volontà.

Step 3: Energy Management 

L’arte di bilanciare la propria vita consiste nel focalizzare bene le proprie energie. Bisogna partire quindi ancora una volta dalla consapevolezza e trasformarla in energia proporzionata in giusta misura alle cose e persone che per noi hanno importanza.

Capire chi e cosa ha davvero importanza nella nostra vita è fondamentale. Se vi dicessi che oggi è l’ultimo giorno della vostra vita cosa fareste?

Ci sono persone che vivono come se non dovessero morire mai, sbagliato. Non credete però nemmeno a chi vi dice che la vita è corta, non è vero. La vita ha un termine, questo sì. Quando si prende consapevolezza che il proprio tempo è limitato, si ha coscienza di cosa è davvero importante.

Esercizio: immagina di avere solo 6 mesi di vita e perfetta salute, cosa fareste? Fate una lista di dieci cose e dopo un mese riguardatele e pensate “voglio ancora questo ora che mancano 5 mesi?”

Date una direzione ai vostri sogni 

Vivere senza sogni non avrebbe senso, sono fondamentali. Il vostro goal deve essere quello di identificare quali sono le vostre necessità, bisogni e sogni e incanalare le energie affinché si avverino.

Esercizio: fate una lista dei 10 desideri che avete, quelli su cui volete puntare davvero nella vita.

Distaccatevi nei vostri affetti

Nell’imparare a incanalare le nostre energie in ciò che davvero conta per noi, dobbiamo anche imparare a togliere energia a ciò che non conta, siano persone o cose.

Perché perdere tempo ed energie per cose o persone che non ci meritano? La nostra vita e il nostro tempo sono preziosi, spendiamoli per ciò che merita.

Esercizio: fate una lista delle persone che vi “rubano energia” nella vita, non dandovi niente in cambio. Allenatevi a togliere loro importanza e darne di più a chi ne merita.

Curiosi di saperne di più? Ecco il suo sito.

PS: Se siete in vena di meditazione su voi stessi, bilanci sul vecchio anno e buoni propositi vi consiglio anche questo “YearCompass booklet – a few questions to help you close 2014 and plan 2015″ suggerito dal mio amico Matteo, davvero ben fatto.

PPS: vorrei rassicurare la mia futura figlia e il mio futuro marito che scherzavo, non si chiamerà Costanza.

“Escabrosa? no non sono attrice porno.” Lezione di Personal Branding

“Ma perchè non Gioiosa? Espiritosa? cambia quel nome!” E’ sempre mia nonna, il mio primo giudice. Controlla quanta lacca ho nei capelli, quanti etti sono ingrassata e se la finisco di sperperare i miei soldi intorno al mondo. Se c’è una cosa che proprio non le va giù però, è il nomignolo che mi sono scelta: Escabrosa. Sì mia nonna è ipercritica, eppure non posso che avere a cuore le sue opinioni.

Nasce da questo dilemma, il mio primo approccio col Personal Branding. Ne parlava su Twitter questo personaggio dall’avatar un po’ vintage, Luigi Centenaro, il primo Personal Branding Strategist Italiano.

” Partendo dal Business Coaching e dal Personal Branding, tramite un approccio persuasivo e personale ad Internet, sviluppa strategie di Marketing ed innovativi modelli di business per manager, imprenditori, artisti e professionisti di rilievo.”

Dopo aver letto qua e là qualche articolo e seguito un suo seminario in streaming le coincidenze han voluto che me lo ritrovassi dietro la cattedra del MasterLab che sto frequentando. Ecco allora che ho iniziato a lavorarci sul serio, e vi spiego quali sono i passaggi chiave che ho imparato:

“Il tuo Personal Brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglie”

Il brand nasce dal Positioning e si evolve con il Branding. Prima mi posiziono, riducendo all’essenziale le informazioni e differenziandomi. Non conta tanto quel che fate su di voi, ma come vi percepiscono gli altri.

“Si parte dalla propria personalità e unicità, dai propri punti di forza, per costruire una relazione duratura e a due vie con il proprio pubblico, capace di rafforzare e addirittura, molto spesso, migliorare il proprio Brand e attrarre nuove opportunità.”

  • Differenziarsi: com’è il contesto? Come il mercato percepisce la categoria?
  • Trova un punto di differenziazione, che crei un beneficio; mostra le credenziali e comunica la differenza.
  • Analizzare le opportunità, i trend del settore, studia i tuoi competitors.

I modi per fare la differenza:

  • Essere leggermente migliore rispetto alla propria cerchia. Se il campo dove giochi non è poi così affollato, fai comunque la differenza.
  • Focalizzazione: specializzarsi in un settore.
  • Heritage: puntare sull’affidabilità data dalla lunga durata.
  • Next generation: puntare sui settori più innovativi.
  • Essere il primo: crearsi una propria categoria, dargli un nome.
  • Anti-leader: andare contro la tendenza generale.
  • Supportare un’idea, un valore in cui credo fortemente.
  • “Quando entri in un flusso le cose avvengono, però ci devi entrare.

escabrosa-vettori

Ecco allora che porto a casa la lezione più semplice e preziosa di tutte:

Se non ci credi TU in te stesso, non ci crederà mai nessuno.

Dopotutto, io sono fiduciosa e non so se il Nick me lo cambierò (ormai ci sono affezionata) ma volevo comunque dirvelo,

Grazie Luigi e Grazie Nonna.