Da piccola sognavo di fare la giornalista, girare il mondo con il taccuino in mano e la Bic dietro l’orecchio. In qualche modo credo che la scrittura sia sempre stata il filo conduttore della mia carriera, anche se crescendo le mie passioni si sono evolute di pari passo con la tecnologia.

Mi sono laureata scienze e tecnologie multimediali e ho conseguito un master in imprenditoria digitale presso H-Farm, luogo unico per intrecciare reti e opportunità.

Ho iniziato come editor per il blog di trivago, sono diventata poi social media manager. Dai lunghi approfonditi articoli ai post accattivanti su Facebook. Cosa è cambiato? Ho imparato a scrivere meno, a pesare di più le parole.

Da quasi due anni lavoro come UX writer per booking.com e mi occupo di user experience e microcopy. Collaboro con designer, developer, researcher ed altre professioni nella progettazione dell’esperienza utente. I miei testi sono diventati ancor più concisi, quasi trasparenti. La loro funzione non è più quella di intrattenere, ma bensì di guidare l’utente.

Ad oggi scrivo poco, pochissimo. Questo perché dietro ogni parola c’è un sacco di tempo speso in ricerca, analisi, strategia, progettazione. Ed è tutto quello che non si legge che rende affascinante il mio lavoro.

Come immagino il mio futuro di scrittrice? Invisibile agli occhi. Credo che sempre più UX writer si specializzeranno in interfacce conversazionali.

Anche se mia nonna vorrebbe che scrivessi un libro di fiabe per bambini. Quindi mai dire mai.

 

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