Ho iniziato a scrivere questo post nelle notti insonni prima ancora di sapere come sarebbe finita. L’ho iniziato e messo in bozza, fanculo alla scaramanzia. Poi è successo per davvero e se ancora non lo sapevate è perché temevo che a dirlo a voce alta questo sogno non si sarebbe avverato.

Si apre per me un nuovo capitolo, ho dato le dimissioni. Non è facile mollare un indeterminato in uno dei posti di lavoro più belli del mondo. Lavorare a trivago è stato un grande privilegio. Mi sono sentita viziata e coccolata, motivata e determinata. Ho imparato tanto e velocemente, ho provato la gioia di “fare il lavoro dei proprio sogni” a soli 23 anni. Non sono stata sempre la miglior versione di me, spesso pretenziosa ed egoista, sbagliando nelle dinamiche di team… ma è servito anche quello, eccome.

Poi cosa è successo? Niente. Sarei potuta rimanere comoda a godermela ancora un po’ ma a stare fermi non si va da nessuna parte. Così ho deciso di mettere quei tanto amati mobili di #serenacambiacasa in un container di 6mq diretto verso una casa che ancora non ho trovato e una vita che ancora non riesco a immaginare.

Lo so, avevo promesso che sarei tornata a casa. Ci ho provato credetemi. Ho tentato nonostante il buonsenso e tutti i “cosa torni a fare qui”, assecondando la chiamata di agenzie interinali che dopo aver descritto il mio profilo mi han risposto “quindi fai pubblicità, scrivo pubblicità”. Ho speso soldi e tempo a casa per raggiungere aziende che mi han salutato con tanti sorrisi, qualche gadgets e poca considerazione. Fuori dall’Italia invece ho avuto invece il privilegio di parlare con gli HR delle migliori aziende del mondo. Ho volato e soggiornato a spese loro, passeggiato nei loro corridoi, ho conosciuto manager che stimo e stretto relazioni anche se non è andata sempre come speravo. Quindi niente, credo che l’Italia aspetterà.

La mia nuova città si chiama Amsterdam, la mia nuova azienda Booking.com.

Niente più content marketing, da novembre lavorerò in Technology come UX copywriter. Mi occuperò di content design, a/b testing per dare sempre la migliore esperienza utente. Siederò con developer, designer, product owner. Ci sono tutti i presupposti per imparare tanto e non vedo l’ora di iniziare, sono molto entusiasta di questa grande responsabilità.

Buone notizie quindi per voi: divano letto e amica per la vostra prossima sosta olandese!

Detto questo… chiudere la porta non è semplice, lascio qui una gran fetta di cuore. Per quel che sono ora devo ringraziare:

– Simone. Per essere stato il mio braccio destro e anche il sinistro. Per avermi insegnato a mettere le virgole e tutto il resto. Per tutte le pause caffè: mattino, pomeriggio e sera. Sono circa 525.000 cl di caffeina asssunta insieme. Per i tuoi “forse facciamo pipì, forse andiamo a mensa, forse mangiamo la frutta”. Per avermi dedicato ogni tua pagina knowledge, non si dimenticheranno facilmente di me in azienda. Per essere stato l’abbraccio dolce di ogni mattina e la spalla su cui ho pianto quando non andava. Per essere stato il miglior collega, amico, quasi futuro marito. Mi mancherai senza forse e come mai. Tua Star.

– Isabella e Giulia. Perché per me voi siete state famiglia e solo quando siamo diventate noi mi sono sentita veramente a casa qui. I nostri risvegli a letto, io che vi salto addosso e voglio le coccole, voi che mi prendete sempre in giro. I pancakes e lo sciroppo d’acero, le bottiglie di rosso stappate in terrazza e quei discorsi sul futuro… siete state i miei sorrisi migliori qui.

– Giorgia. Insieme abbiamo corso e raggiunto traguardi che mai avremmo pensato. Sei stata il mio punto di riferimento: quella saggezza che ammiravo, l’amore che sognavo, la fede che cercavo. Quel tuo ”lascia che sia” mi ha cambiato il modo di vedere le cose e te ne sarò sempre grata.

– Susana, Birgit, Fran. Resterete sempre il mio social media team del cuore.

– Stefano, Giulia, Benedetta, Veronica, Desi, Tommaso e Ivano. Per avermi sopportata. Un po’ vi mancherà il mio trash, ammettetelo.

– Patrizia e Martino, Marta, Eleonora, Veronika, Diego & co. per aver dato una botta di vita a questa città, proprio ora che vi ho trovato me ne vado… che ingiustizia.

– Tutti gli altri colleghi. Per essere stati parte di questo capitolo centrale della mia vita, grazie!

Vi aspetto ad Amsterdam.

S.

lascia che sia